giovedì 13 settembre 2012

Sì, viaggiare.

Nonostante tutto, ho prenotato un altro viaggio a Londra, per novembre. Allontanarmi mi aiuta a risolvere (o sopportare) i problemi di casa e ufficio.
E' spiegato anche in questo articolo:
Perché viaggiare ci rende più intelligenti.

martedì 11 settembre 2012

- 2 mesi

Fra 2 mesi la mia vita cambierà. No, sto esagerando. Le mie abitudini in ufficio dovranno cambiare, più che altro, ma in peggio. L'ennesimo cambiamento, e prevedo che sarà più difficile del solito, considerando anche che l'età mi fa sentire maggiormente le grosse variazioni.
Tra 2 mesi ci tolgono definitivamente il wifi. Dopo averci messo tutti in rete e in condivisione, adesso aboliscono l'ADSL di Fastweb e ci attaccano tutti al server della "casa madre" in Giappone. Quindi addio controllo della mia posta, addio ricerca e prenotazione viaggetti, addio blog.
Forse troverò come aggirare l'ostacolo - usare lo smartphone come router, se l'altra volta è rimasta solo un'ipotesi, ora potrebbe diventare l'unica possibilità. Ma sarà comunque tutto molto vago, provvisorio, veloce e clandestino.
Anche se non sono molto presente, e so che ero quasi una privilegiata a poter ancora fare un uso abbastanza libero di internet dall'ufficio, mi sento particolarmente depressa.

venerdì 17 agosto 2012

Ricevo e con piacere pubblico questo sms che mi è arrivato:
Ennada keerthy school velikkiddu viddijada Sappida pokiringa Sappidu ponga I love you da Umma thada Nan unnai kastappadutha erentha sorry Ne nallaval
Il traduttore automatico di Google mi suggerisce che la lingua potrebbe essere estone, qualche parola lèttone, ma non è in grado di fornirmi una traduzione, se non delle parole I love you e Sorry - grazie, fino lì ci arrivavo anche da sola.
Il prefisso telefonico da cui proviene questo sms è del Kuwait.
Quindi BOH. So di sicuro solo che non doveva essere diretto a me.

martedì 14 agosto 2012

La douce France

Deve essere relativamente da poco tempo che Bordeaux è entrata a far parte del circuito del turismo low-cost europeo. All'aeroporto di Bordeaux, Mérignac, c'è un "terminal" dedicato a Ryanair, Easyjet e Vueling, che non ha un numero, come di solito hanno i vari terminal nei grandi aeroporti, ha un nome, si chiama Billi, ed è una specie di capannone industriale, dove tutto è molto spartano. Ci sono alcuni banchi per il check-in, che in questo caso sono essenzialmente banchi per la consegna del bagaglio da stiva, dato che il check-in si fa online. Il bagaglio viene pesato, registrato, etichettato, poi te lo devi portare tu a mano fino ad un'altra postazione, per consegnarlo, aspettando il controllo ai raggi-x e l'ok definitivo. Non c'è il nastro trasportatore, in pratica. Non c'è un bel niente. Mentre sei in fila per i controlli di sicurezza, gli addetti ti consegnano dei buoni sconto per gli acquisti al negozio duty-free, che a quanto pare non gode di gran fortuna: si sa, i viaggiatori low-cost non sono buoni clienti. Dopo il duty-free si passa al gate, dove ogni bagaglio a mano viene controllato nell'apposito cestello. Tutti, uno per uno, non c'è scampo per i furbi. I bagagli che non entrano nel "sizer" saranno respinti e mandati in stiva a caro prezzo. Questo succede al ritorno. All'arrivo non ci si fa tanto caso, si pensa che ci siano lavori in corso, si abbandona velocemente il capannone industriale Billi per raggiungere l'ingresso principale del Mérignac, attraversando giardini che non sono coltivati con fiori colorati o piante ornamentali, no, sono vigne, giusto per rendersi conto subito si cosa ci aspetta.
Dall'aeroporto di Mérignac parte un autobus, linea 1, che va in centro, al costo di un biglietto tariffa urbana, 1,40 euro. L'autobus tra l'altro fa una fermata proprio di fianco all'albergo che ho scelto. Vaglielo a spiegare a quel simpatico signore bordolese che al ritorno mi chiedeva quanto costa un taxi dall'aeroporto di Ciampino al centro di Roma....
Comunque, che Bordeaux sia da poco entrata a far parte di questo circuito del turismo di massa lo si intuisce anche in città. In un certo senso. Negozi chiusi per ferie, scarsa conoscenza delle lingue straniere e delle abitudini dei turisti. Ma meglio così. Perché poi Bordeaux vale la visita, è una bella città, monumentale, il cui centro storico è stato definito patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2007.
Vale la pena, fosse solo per vedere la famosa Piazza della Borsa:


che si riflette sullo "specchio d'acqua" antistante. La sera, questo insieme settecentesco si illumina e lo spettacolo non fa rimpiangere la grande Ville Lumière. Ma c'è tanto altro da vedere, cattedrali gotiche, la sede del municipio, la Porta medievale di Cailhou, il Ponte di Pietra. I negozi del centro, alcuni simpatici e interessanti, se escludiamo le solite grandi catene che si trovano ormai ovunque. Le Galéries Lafayette, forse meno sontuose di Harrod's a Londra e Macy's a New York, ma forse per questo più accessibili. I mille localini, bar e bistro, dove è piacevole sedersi e bere lo "sirop à l'eau", perché il caffè è meglio di no (!), mentre lo sciroppo da noi non si usa più, mi ricorda l'infanzia, e mi mette allegria, così colorato con le cannucce e le bandierine. Che poi, perché qui da noi gli sciroppi Fabbri non si vedono più in giro?
Ma a Bordeaux non c'è solo Bordeaux. C'è tanto da vedere tutt'intorno. Nella prossima puntata: le visite agli Châteaux e ai vigneti più famosi del mondo, la gita alla Duna del Pilat, e la gita a Cap-Ferret, dove il mare del bacino di Arcachon incontra l'Oceano Atlantico.

venerdì 27 luglio 2012

Meritato riposo estivo

Ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze estive. Dovrei portare a termine una serie di lavori, per lasciare in ordine, per non lasciare nulla in sospeso, ma ho la testa fra le nuvole oggi, faccio una gran fatica a concentrarmi (peggio del solito, quanto meno) , non mi va proprio di fare niente. La partenza è prevista per domenica mattina, la destinazione è Bordeaux, Francia. Pochi giorni, non le solite due settimane. Mini appartamento, non albergo. Ho voglia solo di riposarmi, fare qualche passeggiata, mangiare macarons e qualcuno di quei piatti che vedo sempre nei menu del mio capo, tipo "Le croustillant de saint Jacques aux petits légumes, sauce safranée" (!?!), e forse - contro tutti i miei princìpi - iscrivermi a qualche tour guidato per visitare i famosi vigneti della zona: "Visita della cantina, del castello e degustazione", in pullman, si paga un tot a persona tutto compreso, che mi sembra tanto come le gite di mia suocera, quelli che ti portano "da Padre Pio" e ti vendono padelle per tutto il tragitto, ma insomma, non lo so, sto invecchiando, e forse sono troppo stanca quest'anno per impegnarmi in ricerche, noleggio auto, eccetera. 
La stanchezza di due traslochi me la sento tutta nelle ossa. Torno a casa ogni sera, mi guardo intorno, i mille scatoloni da svuotare sono sempre lì - beh, non saranno più mille, saranno 500, ma sembrano sempre mille - mi viene da piangere, chiudo gli occhi, deglutisco e rimando a "dopo cena". Dopo cena devo riordinare la cucina, lustrare il lavello inox marca Foster che appena lo guardi si macchia, strofinare le maledettissime griglie in ghisa che ancora non ho capito come bisognerebbe pulirle, cercare, nel marasma totale, qualcosa da mettermi l'indomani, ed è già ora di andare a dormire. 
Ieri comunque ho aperto gli scatoloni con i servizi di piatti/regali-matrimonio e ho constatato con leggero piacere che da 2 servizi da 12 e uno da 6, mi rimangono 1 servizio da 10, un servizio da 8 e un servizio da 4.  Meno male, se non si fosse rotto niente non mi sarebbero entrati nella nuova credenza.
Buone vacanze e buon riposo!


mercoledì 25 luglio 2012

Addio italiano

Quando pensi di averle sentite proprio tutte, entri in banca e cogli casualmente una frase in una conversazione: Stiamo cercando una persona schillata.
Ci pensi un attimo... che significa? ... poi ti rendi conto che la parola incriminata è SKILLATA, dall'inglese skilled.
E ti cadono le braccia.

lunedì 23 luglio 2012

Le vacanze degli altri

Ho accettato, non so perché, di cercare un posto dove mandare in vacanza mio figlio grande con 3 amici. No, forse lo so il perché: sono iperprotettiva e ancora non mi sono abituata all'idea che il figlio grande sia "grande" (mai abbastanza, per la madre).
Nelle intenzioni di questi 4 sbarbatelli, si partiva in macchina (la mia, regalata al figlio grande per il 18° compleanno, ma sempre intestata a me), per arrivare a Otranto, percorrendo più di 650 chilometri, lui unico guidatore, patentato da 6 mesi, mai entrato in autostrada. Per poi andare a stare in un fantomatico appartamento in affitto al costo di 400 euro a settimana, trovato su un sito internet, senza neanche leggere i commenti di coloro che già avevano avuto il piacere di alloggiarvi: scarafaggi, topi, box doccia che viene giù appena tenti di aprire la porta, stoviglie insufficienti, materassi umidi, eccetera.
Così mi sono presa l'incarico, una specie di "mission impossible", di trovargli qualcosa di decente, alla minor spesa possibile. Gli amici sono del tipo:
all'estero no perché non sanno le lingue;
in aereo no perché hanno paura di volare;
città e cultura no perché non si divertono;
solo mare, ma non Marche, Romagna o Veneto, troppo banale.
Posto tranquillo, con mare bello, spiaggia libera, un sacco di donne, ma la sera gran movimento e gran divertimento.
Insomma, chi me l'ha fatto fare? Non esiste niente del genere. Con tutto quello che ho da fare, devo perdere tempo a cercare la vacanza ideale degli altri, io che sono lontana anni luce da quel tipo di vacanza? Come se non bastasse, vogliono stare fuori 2 settimane. Cioè, uno che vuole risparmiare, si accontenterebbe di una settimana... loro no, 15 giorni o niente.

Ah, bei tempi quando i figli venivano con noi.
E comunque ieri sera, prima di fare il check-in online per il nostro viaggio estivo, gliel'ho chiesto, se voleva ripensarci e venire con noi. Ha rifiutato sdegnato.
:-)

venerdì 6 luglio 2012

La cucina è arrivata... quasi tutta

La cucina è arrivata, quasi tutta, appunto. Perché avrei dovuto sperare di essere più fortunata delle centinaia di persone che si lamentano in vari siti, forum, blog, per la mancanza di serietà, di precisione, di professionalità, dei venditori di cucine e delle grandi e piccole marche di produttori di cucine componibili? No, anche nel mio caso non s'è fatta eccezione: un piano di lavoro (che si chiama top, ho scoperto) è arrivato danneggiato, da sostituire spero a breve, una maniglia mancante, una mensola sparita, un piano di cottura senza un bruciatore/spartifiamma. A questo aggiungiamo che il piano di cottura non era il modello che avevo scelto, il frigo non era il modello che avevo ordinato, il progetto è stato modificato a mia insaputa, e lo spostamento di alcuni elementi - ritenuto necessario dallo staff della Lube (non si capisce per quale motivo) - ha richiesto lo spostamento della cappa aspirante, con conseguente traccia nuova (buco sul soffitto) e accrocco di fili elettrici non a norma. Fate la somma e immaginatevi di che umore fossi lunedì scorso... 
Il programma adesso è il seguente: oggi interviene l'elettricista per appendere qualche lampadario. Sabato e domenica tutta la famiglia sarà impegnata in un via-vai da casa provvisoria a casa vera per trasportare più roba possibile. Lunedì mattina alle 8 arriva il traslocatore per portare alla casa vera i letti, la lavatrice e qualche altro mobile avanzato. Poi c'è l'idraulico, la sostituzione del top della cucina, e il montaggio delle tende da sole lato salotto - tutti potevano solo lunedì, manco si conoscessero fra loro e si fossero messi d'accordo! All'ora di pranzo riconsegno le chiavi alla padrona della casa provvisoria e, se tutto va bene, nel primo pomeriggio saremo finalmente A CASA NOSTRA! Abbiamo poche luci, il rotolo di carta igienica appoggiato sul termosifone, migliaia di scatoloni pieni di roba da sistemare - sì, non saranno migliaia in effetti, ma a guardarli sembrano anche milioni, credetemi, ma siamo a casa nostra, e non mi sembra vero!
Ieri ho fatto un giro all'Ikea con il figlio grande, quello maturo, che adora andare all'Ikea. Tra le varie cose che abbiamo comprato, utili e meno utili, ci siamo lasciati tentare da due piante "artificiali" piccoline, che secondo noi staranno bene su una mensola della cucina nuova. 
Questo è il massimo verde concesso alla casa, data la mia famosa repulsione per la cura delle piante. ma non è detto... potrei essere capace di far morire anche le piante artificiali.

giovedì 5 luglio 2012

Ufficialmente disoccupato

Almeno fino a quando non si iscrive all'università. E' finita. sì, totalmente, con il voto previsto, 97/100.
Posso cominciare a concentrarmi sul secondo trasloco, imminente.

Il 100 impossibile

Dopo un eccellente esame orale, durato più di un'ora, in cui l'allievo "ha fatto lezione ai professori", così hanno detto, e il commissario esterno di matematica lo ha salutato dicendo, "Ci vediamo alla Normale", è ovvio che uno si inc***** se non può arrivare al voto massimo per colpa della Gelmini. La quale, penso, avrà come minimo un morbillo, una varicella, se non un ictus, un infarto, o un grave incidente stradale, visti tutti gli accidenti che le stanno mandando gli studenti ex-meritevoli.

martedì 26 giugno 2012

maturità: aspettando l'orale

Non essendo più personalmente interessata all'argomento, non avevo seguito con particolare attenzione come era stato modificato l'esame di maturità dalle varie riforme. Ora l'ho capito. Il voto massimo non è più 60, adesso è 100, e questo l'avevo sentito dire. Non sapevo però che questi 100 punti derivano da una partizione del punteggio, ossia: 25 punti per i crediti formativi, 45 punti per le tre prove scritte (15 punti ciascuna) e 30 punti per la prova orale. Ne deriva che, chi non ottiene tutti i 25 crediti, non arriverà a 100, anche se pare che 5 punti possano essere "regalati" dalla commissione d'esame agli studenti che concludono l'esame molto brillantemente.

Nota (fonte Wikipedia): Il credito formativo prende in considerazioni le attività extracurriculari all'interno della scuola e tutte le altre attività svolte dallo studente che possono essere considerate formative per il proprio percorso. Esse comprendono corsi e certificazioni linguistiche, corsi e certificazioni sportive, esperienze e attività educative, sociali e di volontariato. Lo studente può presentare al consiglio di classe le varie attestazioni, ed esso prenderà in considerazione il punteggio più alto del credito scolastico, che oscilla sempre tra due numeri, a seconda della media dello studente.

Quindi, mio figlio ha accumulato 20 crediti, principalmente con i corsi pomeridiani, che lo hanno tenuto impegnato per due pomeriggi alla settimana. Non potevo pretendere di più, anche perché, se questi ragazzi stanno sempre a scuola a fare i corsi, quando studiano? E capisco anche la sua avversione per le attività sportive, escluse a priori. Infondo è da me che ha ereditato questa caratteristica.

Ieri sera sono usciti i risultati delle prove scritte: ha preso 15/15 alla prova di italiano, 14/15 alla prova di fisica e 13/15 alla prova chiamata "Quizzone", che meriterebbe un capitolo a parte per quanto è mal concepita (non è difficile in sé, ma è troppo breve: in 2 ore ritengo che sia impossibile risolvere un paio di problemi di matematica (funzioni e altra roba che richiede anche calcoli lunghi), rispondere a quiz su scienze e informatica, e scrivere almeno una pagina in inglese su un'opera letteraria che i professori pescano dal programma del 5° anno.

Comunque il totale già garantisce a mio figlio la promozione, anche se all'orale dovesse fare scena muta. Ma contemporaneamente, sa già che non arriverà al 100, il massimo voto.

Vi risparmio la descrizione della nostra cena ieri sera... vi dico solo che alla fine ho detto a mio figlio che neanche di fronte ad una bocciatura avrebbe fatto tante polemiche.

A proposito di bocciature, invece, il figlio piccolo quest'anno è stato promosso senza debiti e finalmente passerà al terzo anno di liceo. Miracolo.

giovedì 21 giugno 2012

Seconda maturità


Una volta, con solennità, i professori aprivano le misteriose buste sigillate che contenevano i titoli dei temi da scegliere. Adesso il ministero dell'Istruzione rende noti i codici:
 I63SZ-DR2PJ-4654D-GMCWV-YYEUC
che sembra magari la Product Key di un sistema operativo della Microsoft, ma rende l'esame molto più moderno e tecnologico.
Il figlio grande ieri ha scelto l'ambito Tecnico-Scientifico, e ha affrontato la responsabilità della scienza e della tecnologia partendo da questa frase:
«Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra.»
Ma lui ha analizzato soprattutto la frase di Margherita Hack:
«La ricerca dovrebbe essere libera, non dovrebbe essere guidata da nessuno. In fondo se ci si pensa bene, da che essa esiste è frutto dell’istanza del singolo piuttosto che risultato collettivo. Dovrebbe essere libera da vincoli religiosi e soggiogata a un unico precetto: progredire nelle sue applicazioni in funzione del benessere degli esseri viventi, uomini e animali. Ecco questa credo sia la regola e l’etica dello scienziato: la ricerca scientifica deve accrescere nel mondo la proporzione del bene. Le applicazioni della scienza devono portare progresso e non regresso, vantaggio e non svantaggio. Certo è anche vero che la ricerca va per tentativi e di conseguenza non ci si può subito rendere conto dell’eventuale portata negativa; in tal caso bisognerebbe saper rinunciare.»
Dalla descrizione che mi ha fatto del suo elaborato, posso solo dire... speriamo che i professori che dovranno giudicare lo scritto di mio figlio siano poco cattolici, altrimenti è bocciato.
Oggi invece era tranquillo, con la prova di fisica: Einstein e Plank, cibo per i suoi denti, 9 pagine di svolgimento. 
Io sono un po' meno tranquilla, perché entro dopodomani devo produrre l'analisi del testo e un commento di Farenheit 451 di Ray Bradbury. E' per l'orale di inglese. Ma io quest'esame non l'avevo già fatto??



venerdì 8 giugno 2012

Amore filiale

Mia suocera è caduta, si è fratturata il femore. Portata al Pronto Soccorso, operata 5 giorni dopo, rimasta in ospedale una settimana, ora ricoverata in un centro per la riabilitazione. Mio suocero sta da noi, è un uomo anziano, con vari problemi di salute, assolutamente incapace di badare a se stesso. La casa provvisoria sembra un accampamento di zingari, ma sopravviviamo.
Mia cognata, la hostess, single quarantenne, ieri è andata a trovare la madre per la seconda volta dall'incidente, e ha risposto elegantemente a mio marito, così:
"Io mica mi posso rovinare la vita per loro! Ho diritto alla mia indipendenza, mica posso caricarmeli sulle spalle. Li metteremo in qualche istituto, mica è colpa mia se sono malati e non possono stare da soli".
No comment.

Una buona colonna sonora

Per pura disperazione io, che detesto fare acquisti, mi sono dovuta piegare alla necessità e andarmi a comprare qualcosa da mettermi. L'estate ormai è arrivata, l'abbigliamento estivo è ancora tutto imballato e stipato nel magazzino che abbiamo affittato temporaneamente per la durata dei lavori in casa - per eccesso di ottimismo, speravo di poter rientrare molto prima, o che il caldo arrivasse molto dopo. Ho considerato che non avevo molto da mettermi, in ogni caso, neanche negli scatoloni lasciati al deposito, per cui mi sono fatta coraggio e ho deciso dedicare mezzo pomeriggio alla ricerca di capi d'abbigliamento che mi permettessero di presentarmi al lavoro senza sembrare una senzatetto (anche se, in effetti, fra una decina di giorni potrei trovarmi davvero a non poter restare nella casa temporanea e a non poter ancora entrare nella mia vera casa, ma questo è un altro discorso).
Primo negozio, orrore. Colonna sonora: radio di proprietà della rete di negozi, musicaccia pop.  Non sono una teenager, non sono anoressica, non sono Barbie, quindi non c'era nulla che potesse andar bene per me.
Secondo negozio, orrore. Musicaccia da discoteca in sottofondo. Chi ha deciso che dobbiamo tutti per forza seguire "la moda"? Se io non sono un tipo eccentrico che vuole farsi notare nella mischia, non ho diritto a vestirmi, ugualmente? Un capo classico, adatto al mio lavoro, non esiste più?
Terzo negozio, orrore. Radio locale a tutto volume. Liquidazione. Robetta da mercatino, completi da bisnonna, magliettine cinesi che almeno i cinesi veri te le mettono a poco, questi te le spacciano a 50 euro.
Stavo per arrendermi e ritornare a casa quando mi cade l'occhio su un negozio di abbigliamento del mio paesello. Ci passo ogni giorno davanti, da più di vent'anni, e non ci sono mai entrata. Qualcosa mi dice che devo fare un ultimo tentativo, anche se è tardi e devo sbrigarmi a tornare per preparare la cena. Si libera un parcheggio proprio di fronte alle vetrine nel momento in cui ci passo di fronte. E' un segno del destino. Apro la porta e vengo investita dalla musica che fa da colonna sonora agli acquisti:


I Want You, She's so Heavy, dei Beatles.
Sono uscita felice, con in mano quelle due o tre cose che mi servivano, esattamente come le volevo, perfette appena indossate, al prezzo che pensavo di dover spendere. La giusta colonna sonora rende tutto migliore.

lunedì 28 maggio 2012

A buon punto

Assente semi-giustificata: in ufficio divieti e controlli sono sempre più invadenti. In più, una settimana abbondante di malattia, una settimana trascorsa a letto, nella casa provvisoria, quasi immobilizzata a letto dal mal di schiena, o mal di reni?, con dolori che si diffondevano al basso ventre, febbre, stomaco sottosopra. Solo oggi, tornando al lavoro, un sintomo mi ha fatto pensare che forse il medico aveva ragione. Eh sì, le vampate di calore, tra l'altro in una giornata non particolarmente calda, possono avere una sola giustificazione plausibile. Eh sì, un po' deprimente, ma accetto con piacere di invecchiare, sperando che i disturbi diminuiscano, presto.
Sabato scorso sono andata a vedere la nuova casa e finalmente l'ho vista "bella". E' quasi pronta, fra oggi e domani completeranno i bagni (mancavano solo i lavabi e il box doccia), entro la fine della settimana dovrebbe essere pronta anche la tenda da sole, e sarebbe finita, se non mancasse la cucina, ordinata a dicembre, ma ancora latitante. Il negozio mi sta telefonando due volte a settimana per chiedermi l'autorizzazione a fare delle modifiche al progetto, cosa che mi sta innervosendo alquanto... non capisco perché tutti questi problemi non mi sono stati prospettati subito. Comunque, entro la metà di giugno dovrebbe arrivare anche la cucina, e quindi traslocheremo di nuovo, anche se mancheranno altri pezzi di arredamento ordinati solo di recente, fra cui il divano, il tavolo da pranzo con le sedie, e il mobile per la parete del soggiorno. Ho individuato i lampadari che mi piacciono per i bagni (un punto luce al centro di ogni stanza, sarà antico, ma io ne sento il bisogno), non ho invece ancora trovato quello da mettere nel grande salone, e sarà difficile trovarne uno che mi vada a genio.
Sono molto soddisfatta del risultato, nell'insieme. Le porte e le maniglie sono molto belle, i pavimenti sono spettacolari - mi dispiace per le Ceramiche Sant'Agostino, il capannone crollato e le vittime, un grande disastro, per cui insisto, quelle ceramiche sono spettacolari, davvero. Molto elegante anche il parquet nella zona notte - avevo qualche dubbio su questi nuovi sistemi, il parquet "flottante", ma invece è molto molto bello. I bagni sono particolari, specie quello di mio marito, ma insomma, anche qui le ceramiche (Marazzi Black & White per lui e Marazzi Stone Collection per me) fanno la loro gran figura.
Non vedo l'ora di tornarmene a casa mia!

mercoledì 2 maggio 2012

Hi-tech

Un piovoso Primo Maggio pomeriggio, nell'appartamento accanto, Giuly38 e Lilly35 si fanno una lunga chiacchierata su Skype. Sono ex-compagne di scuola, vivevano vicine, da qualche parte verso Porta Maggiore, a Roma. Poi Lilly si è trasferita al nord, ma sono rimaste sempre amiche. La scuola è finita da parecchio tempo, per loro, ma ancora parlano dei vecchi compagni e dei professori del liceo.  "38" e "35" non è la loro età, è il loro anno di nascita. Infatti Lilly ha 77 anni, Giuly, che è mia madre, ne ha 74. C'è voluta una mezz'ora buona per metterle in collegamento, spiegando a Lilly cosa doveva fare per installare Skype, ma l'esperimento è andato in porto. Magari Giuly strillava che la sentivamo in tutto il palazzo, forse con l'idea che la sua voce doveva arrivare a Udine, e Lilly non entrava mai con tutta la faccia nella webcam, si vedeva mezzo occhio, un pezzo di naso, poi solo capelli bianchi, però è stato divertente. Non lo fanno per risparmiare, perché entrambe hanno quei piani tariffari tutto incluso, quindi potrebbero stare al telefono anche tutto il giorno. No, lo fanno perché si divertono, e forse usare un computer le fa sentire più giovani e moderne. E intanto mia nonna, dall'alto dei suoi 101 anni e mezzo, mi guarda e fa: "Quante ne inventano oggigiorno eh?" Capirai, lei ha visto nascere l'illuminazione elettrica, il telefono,  la televisione, l'aviazione civile....

venerdì 27 aprile 2012

Il tempo è così bello

Per coincidenza, è di nuovo venerdì. Per coincidenza, sabato scorso ho iniziato a leggere un libro di Haruki Murakami, mentre resto in attesa del Libro 3 di 1Q84, che è già disponibile in inglese, ma preferisco aspettare, e leggerlo nella tradizione di Giorgio Amitrano, che fa traduzioni miracolose.
"L'arte di correre" è un saggio, non un romanzo. Ma la lettura è piacevolissima, anche per me che non corro mai. Inizia così:

Oggi è il 5 Agosto 2005, un venerdì. Isola di Kauai nell'arcipelago delle Hawai, costa nord. Il tempo è sempre così bello che quasi viene a noia.

Quindi lo scorso weekend è stato in un certo senso il più hawaiano della mia vita, almeno fino a quando non ne trascorrerò uno alla Hawaii veramente.
Il prossimo weekend invece sarà dedicato ancora alla casa, con la scelta di maniglie per porte e finestre, visita dell'architetto (è un geometra che si da' le arie) del Centro Cucine che deve controllare se le misure prese da noi corrispondono a quelle reali, e ricerca del mobile per il salotto, che ancora non abbiamo individuato.
Peccato, perché il tempo è così bello che mi sarebbe piaciuto andare a fare una passeggiata, per esempio a Fiumicino (il paese), sul molo, mangiando il fritto di calamari nel piatto di plastica che si compra per strada al chiosco di Tonino - che ora va anche tanto di moda, si dice Street Food - e poi passare in quella stradina che sta proprio sotto la pista di atterraggio, a guardare le pance degli aerei.

venerdì 20 aprile 2012

Programmi TV

Da quando abito nella casa provvisoria non guardo più la TV. Abbiamo portato un solo televisore, lo abbiamo sistemato in salotto, che è uno di quei salotti moderni, che quindi sono ingresso/cucina/sala da pranzo/salotto, ed è sempre utilizzato da qualcun'altro, o dal figlio piccolo che gioca con la Playstation, o dal figlio grande che guarda Top Gear e simili, o dal marito in caso di partite importanti, Formula1, Gad Lerner e Ballarò. Durante la cena c'è il Tg su La7, e mentre cucino riesco a vedere qualche frammento di The Money Drop - il gioco-quiz di Gerry Scotti, che però non mi diverte particolarmente, preferivo il Milionario. 
Le uniche tre eccezioni sono il venerdì, il sabato e la domenica: il venerdì sera, appuntamento fisso con Rai5. Oggi abbiamo l'ultima puntata di "Tropic of Cancer", Laos e Hawaii (già visto, ma mi fa piacere rivederlo e sono segretamente innamorata di Simon Reeve); seguito da una puntata di Lonely Planet sul cibo in Cina, e dalla nuova serie "Con i tuoi occhi", oggi dedicata alla Camargue. 
Il sabato mi piace guardare Monk su rete4 alle 17, perché è ambientato a San Francisco.
La domenica invece trascorro la serata con Rai2: N.C.I.S., seguito da Hawaii-Five-0. 

(per giustificare i 10 minuti che ho passato a scrivere queste due sciocchezze dovrò inserire nel diario quotidiano qualche fantomatica telefonata dell'ultimo momento, chissà se se la bevono).

mercoledì 18 aprile 2012

Fumetti e Manga

Sono impegnata con il cantiere-casa, dove veniamo convocati una sera sì e l'altra pure per scegliere la sfumatura di colore, la placchetta delle avvolgibili, lo spessore di un cartongesso e altre ardue decisioni, abbinate ai consueti doveri di casalinga nella casa-provvisoria, che pare posseduta dal Dio della Polvere, che solo di sfuggita butto uno sguardo ogni tanto alle notizie. Ho perso il filo, decisamente, e me ne rammarico perché adesso mi sa che sarà difficile recuperare il senso logico di questi frammenti di informazione che ho nella testa. Roba di investimenti in Tanzania, Diamanti, Auto di Lusso, Trote, Bossi, Viaggi all'insaputa, Ristrutturazioni all'insaputa, che tutto mi riporta ai giornalini che leggevo da bambina. Quando arriva Topolino, con il Commissario Basettoni, per arrestare la Banda Bassotti? Si sbrigassero.
Perché anche qui in ufficio la situazione non è delle migliori. Si devono cambiare le regole - Perché? - Perché è da tanti anni che non si cambiano le reogle. 
Eh?
Nuove regole: ogni impiegato deve compilare un diario giornaliero in cui elencherà tutti i compiti che svolge nell'arco della giornata di lavoro, indicandone l'orario di inizio, la durata stimata e la durata effettiva (??). Ogni impiegato è tenuto ad arrivare in ufficio 15 minuti prima delle ore 9, ma l'orario di lavoro inizia alle 9 (??). Ogni impiegato è tenuto ad informare il capo del personale se e non appena gli si presenti una opportunità di lavoro fuori da qui (??). 
Più che in un fumettone manga, mi sento come la protagonista di Stupori e Tremori.
Ma penso comunque che durerà poco, il grande capo ha deciso che questo ufficio non serve a niente e che bisogna chiudere. Non è il primo a provarci, ma mi sembra il più ostinato. Assomiglia proprio ai personaggi che fanno i cattivi nei fumetti. Però lui non è disegnato, e non lo posso cancellare.


mercoledì 11 aprile 2012

I posti sicuri

Ennesimo computer morto in casa Vitarosa. Rumore tipico di hardisk rotto, irrecuperabile. Aveva la sua bella età ed era nelle mani affatto delicate del figlio piccolo, quindi non posso prendermela con la Toshiba, posso solo prendermela con la mia pigrizia, perché ho il pessimo vizio di lasciare le fotografie sparpagliate nelle memorie di vari computer in giro per la casa. Tempo fa ero riuscita a raccoglierne la maggior parte su una chiavetta usb, con l'intenzione di salvarle, da un lato, e di farne stampare almeno una selezione, perché alla fine la carta resta, i pixel spariscono. Ma nonostante questo, una certa quantità di fotografie abbastanza vecchie erano rimaste su quel Toshiba e sono andate perdute... sapete quando uno è convinto che tanto da qualche altra parte le devi aver copiate, è impossibile che non le hai in un altro pc, in un'altra memoria, e invece, giri, cerchi, scandagli anche il più scalcinato CD, e non le trovi? Ecco, così è andata. Però... però... mi sono ricordata che una parte di foto erano su Flickr, sul mio vecchio account. Ci ho rimuginato sopra una notte e grazie ad una illuminazione mi sono ricordata anche username e password. Così ho potuto recuperare almeno alcune delle foto che mi interessavano. Questa sera mi precipiterò a riversare su Flickr tutte le foto in mio possesso, evidentemente internet è, alla fine, l'unico posto sicuro...

venerdì 6 aprile 2012

Per tutti i santi

Nelle strade del quartiere in cui lavoro campeggiano molti manifesti di un deputato Pdl di cui non faccio il nome - anche perché non lo ricordo assolutamente - con la scritta:
Sinceri Auguri di una Santa Pasqua.
Grazie.
Ma la frase mi suona stonata, per quanto immagino che si possa anche dire, non me ne intendo tanto, sono atea. Sinceri auguri, ok, di che? Di una Santa Pasqua. ma la Pasqua è di per sé Santa, non è che uno mi debba augurare che la Pasqua sia Santa. La Pasqua è sempre Santa, anche se ti va di traverso l'abbacchio o finisci sotto una macchina. Per cui l'affermazione potrebbe avere una connotazione quasi blasfema.   C'è quindi il rischio che la Pasqua 2012 non sia Santa e l'onorevole del Pdl ci augura che invece lo sia?
Non so cosa ne pensa il Papa, che di solito esprime i suoi sinceri auguri di Buona Pasqua ai fedeli. E lo stesso farò io, augurando una felice, una serena, una buona Pasqua agli amici che passano di qua e mi leggono.

mercoledì 28 marzo 2012

Figli che crescono

Un segnale inequivocabile: quest'anno i figli non vogliono venire in vacanza con noi. Qualsiasi fosse la destinazione, loro hanno detto no. Ed è anche giusto, sono grandi abbastanza per andarsene in vacanza con i loro amici. Però è uno di quei segnali che infondo ti toccano dentro, un pizzicotto che ti ricorda il tempo che passa.
Quindi faremo una vacanza da soli, io e mio marito, un po 'da pensionati. Il periodo e la durata sono obbligati, stiamo decidendo il luogo: Varsavia, Bordeaux o Stoccolma. Le ho messe in ordine di prezzo, dal più basso al più alto. Ora stavo guardando Stoccolma, e a parte che qualsiasi sito mi sembra un elenco di mobili Ikea, dell'Ikea hanno solo i nomi, non certo i prezzi. Ho individuato un albergo che mi piacerebbe, c'è la foto del proprietario e ho pensato: "Ma questi svedesi sono tutti uguali? Il tipo qui mi pare uno degli Abba".
Invece E' uno degli Abba!

mercoledì 21 marzo 2012

Troppa confidenza

Il mio figlio maggiore, che quest'anno farà l'esame di maturità, ieri sera chiacchierava con uno dei suoi professori su Facebook. Il figlio minore, invece, si scambiava sms con la prof. di italiano per una questione di compiti assegnati via email alla classe.
Non mi ci abituo. Lo so che questo pensiero mi fa sembrare un dinosauro, ma non mi sembra corretto che adesso ci sia tutta questa confidenza fra insegnanti e allievi. La mia impressione è che i professori perdano autorevolezza e prestigio. Non dico che si debba tornare ai tempi in cui i maestri bacchettavano le mani degli alunni indisciplinati, ma una via di mezzo mi sembrerebbe più consona ai ruoli.
O forse sono solo invidiosa... io che dopo anni ho ceduto e mi sono iscritta a Facebook su richiesta della mia amica di Brescia, che pensava così di mantenere un contatto più frequente con me - e che ancora non ho capito come funziona questo Facebook, e ieri sono stata taggata e mi sono domandata: E adesso, che devo fare se sono stata taggata? E anche Twitter, sì va bene, carino, ma che me ne faccio?
Niente, sono effettivamente un dinosauro. E preferisco il blog.

lunedì 19 marzo 2012

Quando ero giovane

Negli ultimi due giorni ho tentato in tutti i modi di sincronizzare il mio vecchio Palm Treo Pro ormai moribondo con il PC, per salvare una quantità di contatti memorizzati di recente (per lo più persone collegate ai vari lavori in casa) e una manciata di memo nell'agenda. E' evidente che avrei impiegato sì e no 10 minuti a copiare a mano queste poche informazioni, ma era una questione di principio, non volevo dargliela vinta. Invece niente, ha vinto lui, non si sincronizza, non fa più niente, se premi un tasto lui esegue il comando dopo 40-50 minuti. E tanto si impalla, è inutilizzabile ormai. Non sarebbe utile neanche un hard reset, perché tanto la batteria ormai mi durava mezza giornata appena. Che poi io di solito non sono tanto restìa e cambiare cellulare non mi dispiaceva. Adesso invece non mi va. Infondo ho sempre il Galaxy Tab e nessuna voglia di mettermi a studiare quale sarebbe l'acquisto migliore in questo momento. Per cui, adesso, nella mia tasca troviamo un magnifico Samsung E1080 - esiste anche sul sito ufficiale Samsung - costato 13 euro al supermercato, fra un etto di prosciutto e un litro di latte. Cosa fa? Telefona. Invia e riceve messaggi. Ha una rubrica da 1000 numeri. Pesa pochissimo è maneggevole, comodo, non parte da solo per sbaglio e la batteria dura un'eternità.
Qualche anno fa l'avrei ritenuto adatto solo a mia nonna. Mi sa che sto decisamente invecchiando.

lunedì 12 marzo 2012

Turista a casa mia

Fa strano andare a casa, quella di nostra proprietà, ed entrare come fossimo estranei, chiedendo "permesso", per essere accolti da due o tre personaggi a noi sconosciuti, ma uno è l'idraulico, un altro è l'elettricista, l'altro ancora è il titolare della ditta alla quale abbiamo affidato l'incarico di ristrutturare l'appartamento in 3 mesi. Mi imbarazzava quasi girare per le stanze, che comunque sono diventate estranee anche loro, senza pavimenti, senza porte, e poi non ci sono più due muri, ma ce n'è uno nuovo in un punto dove prima non c'era niente, e questo rende la casa ancora più misteriosa e aliena. Mi guardo intorno e mi sembra impossibile che io abbia dato il via a tutto questo cambiamento; mi guardo la punta dei piedi, fra un tubo dell'impianto di riscaldamento e un pezzo di corrugato, e mi domando come ho fatto a decidere tutto ciò, proprio io, l'indecisa cronica.

I lavori procedono velocemente, per fortuna, perché la casa provvisoria è tutto tranne che comoda. Troppo piccola per noi, troppo calda, troppo ingombrata di scatoloni che non so dove mettere. E come se non bastasse, pur trovandosi a meno di 300 metri dalla nostra vera casa, sembra essere in un altro mondo... non siamo abituati ad avere gente che ti suona alla porta ogni momento, anche all'ora di pranzo, per i motivi più vari, tra cui recuperare un pappagallo volato proprio sul nostro balcone (e mio marito che chiede se si tratta di un pappagallo animale o di un pappagallo oggetto). E i bambini che giocano di sotto, quel vociare da bella giornata di sole di cui avevo dimenticato l'esistenza... e le partite della domenica con i tifosi che urlano incitando la loro squadra e che si sbeffeggiano da una finestra all'altra? Sì, tutte cose che succedono nella casa provvisoria, e che io invece credevo ormai scomparse.

Ieri pomeriggio invece abbiamo fatto compagnia ad una nipote/cugina americana di mio marito venuta a Roma in gita scolastica. Così, dopo anni e anni, ho fatto la turista a Roma. Che esperienza! Ho scoperto che la metro è stata dotata di nuovi treni, che la ZTL di domenica non è attiva (o almeno lo spero, altrimenti mi arriveranno una quindicina di multe), che il Pantheon di domenica è chiuso, che il giornalista Paolo Mieli alla domenica va a farsi una passeggiata a Villa Borghese, che in centro - e quando dico centro intendo Piazza di Spagna-Via del Corso-Fontana di Trevi-Piazza Navona, c'è più casino di gente che a Times Square, e che comunque Roma è ancora meravigliosa, nonostante tutto.

venerdì 24 febbraio 2012

Ultimo giorno

E' l'ultima notte, la prossima, che trascorrerò nella vecchia casa con i vecchi mobili, i vecchi pavimenti e i vecchi bagni. Da domani sera saremo nel mini appartamento provvisorio, per un periodo di circa 3 mesi, poi si tornerà nella vecchia casa che avrà subìto una trasformazione totale e radicale.
Sono al sesto trasloco della mia vita e mi permetto di esprimere tutto il mio disappunto: non si impara mai abbastanza dalle esperienze precedenti, si continua imperterriti ad ammucchiare spazzatura, a riempire cassetti e armadi di abiti e oggetti che sappiamo di non aver nessuna intenzione di riutilizzare mai più, eppure niente, imperterriti li lasciamo giacere, li seppelliamo con altri abiti e altri oggetti che nascondono alla vista i precedenti, pur sapendo che un giorno... e arriva sempre quel giorno... dovremo svuotare quegli armadi e quei cassetti, completamente. Se non è masochismo questo...

Tra le cose più assurde che sono riemerse dalle voragini della mia vecchia casa:


  1. In-A-Gadda-Da-Vida, album degli Iron Butterfly, misteriosamente finito dietro uno sportello dell'armadio guardaroba.
  2. Dodici lettere del mio ex fidanzato storico, datate 1982, in busta "Via Aerea" perché me le spedì in occasione di un mio prolungato soggiorno in Inghilterra. Non le ho estratte dalla busta, ma non le ho neanche buttate via, mi dispiaceva.
  3. Un "Dolce Forno", giocattolo appartenuto a uno dei miei figli, che mi ha fatto comprendere meglio tanti fatti successivamente accaduti.
  4. 250 euro in banconote da 50 conservati dentro ad un quadernino nascosto sotto una pila di maglioni. 


Domani mattina alle 7:30 arriva il camion con la piattaforma aerea e io non ho ancora finito di impacchettare la biancheria, sono disperata, mi aspetta una nottata fra lenzuola e asciugamani, forse con qualche altra sorpresa sotto.

Buon fine settimana a chi se lo potrà godere...

mercoledì 15 febbraio 2012

Qual è il colmo per....?

Postilla:

la sede del CAI (Club Alpino Italiano) di Roma, venerdì scorso era chiusa per neve.
:D

giovedì 9 febbraio 2012

Come se nevicasse in piena estate a Bora Bora

(la strada di casa mia, sabato scorso)

Siccome controllo il meteo ogni giorno, guardo almeno un telegiornale la sera e uso internet praticamente 24 ore su 24, ero perfettamente consapevole che il 3 febbraio scorso le probabilità che nevicasse erano alte. La consapevolezza era poi rafforzata dalla decisione dei sindaci (anche quello del mio paese) di sospendere l'attività didattica nelle scuole di ogni ordine e grado. Pertanto, venerdì mattina, mi sono alzata prima del solito e sono andata al lavoro in macchina con mio marito. Solo una delle nostre auto è attrezzata per la neve, e quindi abbiamo utilizzato quella, semplicemente. Saremo un caso raro, forse, perché ci piace andare in montagna e quindi siamo abbastanza equipaggiati per quell'evenienza.
A metà mattinata ha cominciato a fioccare, grossi fiocconi di neve che pian piano hanno vinto sull'asfalto bagnato e hanno cominciato a imbiancare la strada. Alle 15:00 i giapponesi si sono riuniti e hanno deliberato che chi voleva poteva andarsene prima delle 17:00. Dato che anche mio marito era già uscito (il suo ufficio chiude prima del mio), ho voluto approfittarne, pensando che mi avrebbe fatto comodo arrivare a casa un pochino prima. Mi illudevo, insomma, di poter fare una lavatrice e preparare una cena meglio del solito, per una volta. Sè. Mi illudevo appunto. Perché quella sera io e mio marito siamo arrivati a casa alle 21:30. 6 ore per fare 30 chilometri. In quelle 6 ore ho visto di tutto: lunghe code di auto completamente ferme, bloccate grazie ad una lunga serie di "ingorghi a croce uncinata" (come diceva il vecchio professor Bellavista nel film di De Crescenzio), automobilisti inferociti che suonavano il clacson forsennatamente, incoscienti su motorini e scooter che cadevano e si rialzavano, ricadevano e si rialzavano, audaci in bicicletta trascinata a piedi, tutti a telefonare e a fare foto con i cellulari, ma soprattutto i furboni: quelli che per scansare la fila si imbucavano lateralmente e poi non ripartivano più perché slittavano, i suvvisti, quei megalomani convinti che siccome c'hanno il suv possono fare quello che gli pare, e che invece andavano un metro avanti e tre metri all'indietro scivolando come uno snowboard, i parac**li, quelli che in mezzo alla strada mettevano le 4 frecce e scendevano a montare le catene. Questo quello che ho visto nelle sei lunghe interminabili ore di fila che ho fatto venerdì scorso. Quello che non ho visto è: vigili urbani?-Zero. Autobus?-Neanche mezzo. Taxi- Ma scherzi? Spazzaneve?-E che roba è?? 
Per onestà, devo dire che ho potuto raggiungere il mio paese solo grazie alla presenza di un trattore con ruspa, dietro al quale ci siamo accodati sulla circonvallazione nuova, che è la strada con meno pendenze che abbiamo per raggiungere casa. Perché sennò era impossibile, si rischiava la vita fra chi frenava senza fermarsi, chi andava in testacoda, le auto abbandonate in strada, eccetera. Ad un chilometro da casa abbiamo parcheggiato nel garage di un centro commerciale e abbiamo proseguito a piedi, rischiando molto meno, dato che il nostro sindaco aveva chiuso diverse strade, fra cui la nostra.
L'indomani mattina mi ha svegliata il silenzio, quel bel silenzio irreale che c'è solo quando nevica.
Siamo usciti per andare a fare la spesa (a piedi, naturalmente!) e ho scattato alcune foto, fra cui quella che ho messo qui, a futura memoria. Il supermercato era già stato preso d'assalto diverse ore prima, qualcuno si contendeva l'ultimo pacco di polenta Valsugana e molti si contendevano attrezzi "atti o adattabili" a spalare la neve. Credo che mai un supermercato abbia venduto tante palette raccogli-immondizia in così poche ore. 
Comunque sia, il resto della giornata e l'indomani sono trascorsi felicemente, spalando neve dal terrazzo condominiale, dalle nostre terrazze, dal piazzale antistante il palazzo e dal vialetto in salita che porta alla strada . Solo grazie a questo, lunedì mattina siamo potuti tornare al lavoro.
Però - qui posso dire la verità - me so' stufata: per domani ho preso un giorno di ferie. 

venerdì 27 gennaio 2012

Flessibilità

("Italians" Beppe Severgnini, 27 gennaio 2012)
Che genio!
Buon fine settimana!

giovedì 26 gennaio 2012

Meglio guardare

Non sono una sciatrice. Forse per questo mi è piaciuto molto l'articolo di Claudio Sabelli Fioretti che ho visto oggi su "Io Donna" allegato al Corriere della Sera del 14 gennaio scorso, che si conclude così:
Non ci accontentiamo di guardare. Spesso, guardando, la gioia è maggiore. Vedere un bosco illuminato dal sole dopo una notte di fitta nevicata. Ammirare un pianoro di neve vergine. Mille volte meglio che calpestarlo con al collo lo skipass.
 Mi ha riportato alla mente anche una sensazione che ho provato spesso, viaggiando, quando mi trovo davanti ad un panorama magnifico, ad un posto incantevole, o ad assistere ad una scena che ha qualcosa di speciale, e non mi va di rovinare quel momento prendendo in mano la macchina fotografica, aprendola, accendendola, sistemando l'inquadratura, lo zoom, l'esposizione... tutte quelle operazioni che alla fine ti fanno perdere il gusto dell'atmosfera. Come quando, al Parco Naturale Puez-Odle, in Alto Adige,  sbucando dal sentiero, dopo la Forcella Ciampei, affacciandosi sull'altopiano, ho visto due camosci che brucavano l'erba, tranquilli, nella nebbia. Se mi fossi messa a trafficare con lo zaino per tirare fuori la macchina fotografica, o se mi fossi avvicinata troppo, sarebbero scappati via. A volte, preferisco guardare e basta.

martedì 24 gennaio 2012

Taxi


Pare che l'83% dei romani se ne frega dello sciopero dei tassisti. Me inclusa.
I taxi cominceranno ad avere un senso quando saranno come a New York, un fiume giallo in ogni strada, ecco perché basta alzare un dito per fermarne uno. E quando costeranno come a New York.

lunedì 23 gennaio 2012

Scatola nera

Si parla di scatola nera per le automobili, nell'ambito del famigerato decreto liberalizzazioni. Se ne parla come di una novità, ma non lo è. Io ce l'ho già da qualche tempo, solo che non l'ho mai chiamato "scatola nera". A casa mia, lo conoscono tutti come il Cobra, essendo questo il nome dell'apparecchio satellitare che mi ha installato Genertel quando ho aderito all'iniziativa Quality Driver. L'installazione mi ha fatto concedere uno sconto del 25%. In futuro, lo sconto sarà maggiore o minore, a seconda del mio comportamento su strada.
Volete sapere a quale percentuale di sconto avrei diritto, se dovessi rinnovare la polizza oggi? 10%. Perché, diciamolo subito, rientrare nelle pretese del Cobra è quasi impossibile. Il satellitare valuta 3 parametri:
1) il rispetto dei limiti di velocità
2) gli orari di percorrenza e i tipi di strada che si percorrono
3) lo stile di guida (forti decelerazioni e accelerazioni abbassano la percentuale di sconto)
Risulto essere in fascia tra Buono e Molto buono nelle categorie 2 e 3. La uno è quasi impossibile... per quanto mi ci impegni, è davvero difficile rispettare i limiti di velocità, perché certi limiti di velocità sono semplicemente assurdi. Aggiungiamoci che percorro sempre la stessa strada, ogni giorno, avanti e indietro, e si capisce che non ho scampo... mettersi a 50 kmh sulla Salaria, in quei pochi tratti dove c'è un po' meno traffico, equivale a prendersi: diverse maledizioni, sessioni di sfareggiamento abbagliante ripetuto, suonate di clacson, inchiodate dietro il posteriore dell'auto, ma soprattutto il rischio di rimanere coinvolti in incidenti clamorosi provocati da coloro che tentano il tutto per tutto pur di sorpassarmi. Giuro, è davvero impossibile. Non dico di quando ho fretta perché sono uscita in ritardo, quello è un problema solo mio, dico che l'italiano senza Cobra è un essere aggressivo, violento e prepotente, come glielo spiego che sto a 50 (anzi, a 60, considerando che ci sono 10 kmh di tolleranza) per risparmiare qualcosina di assicurazione?
Badate poi che fare i bravi al ritorno (per dire) non basta: non è che rispettando i limiti per 30 km ti annulla il mancato rispetto nei 5 km precedenti. Non è che il satellite fa la media tra velocità e chilometri percorsi... no, il satellite dice che hai superato il limite di 6 kmh. Te lo ritrovi tutto sul sito, facendo login il giorno dopo.
E' anche divertente, a modo suo. Come un gioco della Playstation, ogni giorno vai a controllare il tuo punteggio.
Insomma, se vedete uno che va piano, non pensate subito che sia un imbranato, potrebbe solo essere uno schiavo del Cobra.

venerdì 20 gennaio 2012

Ci siamo quasi

Ho corretto il fuso orario - risultavo postare da GMT-8, magari!, ho recuperato la foto del profilo, ho cercato di dare una sistematina all'aspetto generale e finalmente mi pare che ci siamo. Tornando sul vecchio blog ho fatto un mezzo tentativo di importarlo, ma date le difficoltà (sono 8 anni di ciarpame) ho rinunciato, e infondo mi pare meglio non restare ancorata ai vecchi ricordi, non più di tanto. Casa nuova, vita nuova. Il che corrisponde anche alla vita reale, perché entro il 15 febbraio io e la mia famiglia ci trasferiremo in un appartamentino di 60 mq mentre la nostra casa si sottoporrà ad una ristrutturazione completa. Per 3 o 4 mesi staremo accampati in due camere, noi e una buona parte della nostra roba, che in 15-20 giorni dovrei riuscire ad imballare e trasportare da una casa all'altra. Non ho neanche cominciato, anzi, non so proprio da dove cominciare... "comincia dai libri", mi hanno detto. Capirai, ci vorrà una settimana di tempo già solo per i libri! E poi, mi sono detta, sarà una buona occasione per buttar via tanta roba che non serve più e che non avrebbe più spazio nella casa ristrutturata. Giusto, ma dove butto questa montagna di roba, tra cui una intera cucina componibile? Boh, forse i traslocatori lo sanno. Intanto, domani, si va a ordinare i pavimenti, gres porcellanato effetto legno per zona giorno/cucina/bagni e parquet per le camere da letto. E' un mese che giriamo come trottole per scegliere i pavimenti, non pensavo che fosse così difficile! La cucina nuova invece l'ho già comprata, con consegna ad aprile. Il modello è questo, sono diverse le dimensioni, e il colore dei pensili (nero anziché bianco).
Insomma, queste sono le mie attuali fatiche, cui si aggiungono quelle ordinarie di lavoro e le preoccupazioni per i figli. Tutto qui...

giovedì 19 gennaio 2012


Le mie paure erano abbastanza fondate: sabato 7 gennaio, la mia prima tappa a New York è stato il Dakota Building, West 72nd Street. Uno pensa che sono passati 30 anni, che ormai sono una donna adulta, anzi, sono una donna di  una certa età, che i traumi siano stati superati, ormai cosa vuoi che mi faccia... tutte balle. Io, davanti a quel portone, io, su quel marciapiede, sono scoppiata a piangere. 
Non metto neanche la foto, è un posto talmente brutto, talmente lugubre, talmente triste, che non voglio vederlo mai più. D'altronde non potevo non andarci.
Ho trovato una nuova casa.
Questa mi piace un pochino di più, mi ci sento più a mio agio, trovo subito quel che mi serve. Avendo poco tempo per arredare, mettere in ordine, fare le pulizie, vedo che Blogger si addice di più alle mie nuove esigenze.
Ai pochi ma fidati amici che ancora vogliono seguirmi chiedo di aver pazienza, so che è una seccatura cambiare continuamente URL, peggio che cambiare un numero di telefono nei contatti di Outlook o nella rubrica del cellulare, ma giuro che questa è l'ultima volta!