Una volta, con solennità, i professori aprivano le misteriose
buste sigillate che contenevano i titoli dei temi da scegliere. Adesso il
ministero dell'Istruzione rende noti i codici:
I63SZ-DR2PJ-4654D-GMCWV-YYEUC
che sembra magari la Product Key di un sistema operativo
della Microsoft, ma rende l'esame molto più moderno e tecnologico.
Il figlio grande ieri ha scelto l'ambito Tecnico-Scientifico, e ha affrontato la responsabilità della scienza e della tecnologia partendo da questa frase:
«Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano
compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra.»
Ma lui ha analizzato soprattutto la frase di Margherita Hack:
«La ricerca dovrebbe essere libera, non dovrebbe essere
guidata da nessuno. In fondo se ci si pensa bene, da che essa esiste è frutto
dell’istanza del singolo piuttosto che risultato collettivo. Dovrebbe essere
libera da vincoli religiosi e soggiogata a un unico precetto: progredire nelle
sue applicazioni in funzione del benessere degli esseri viventi, uomini e
animali. Ecco questa credo sia la regola e l’etica dello scienziato: la ricerca
scientifica deve accrescere nel mondo la proporzione del bene. Le applicazioni
della scienza devono portare progresso e non regresso, vantaggio e non
svantaggio. Certo è anche vero che la ricerca va per tentativi e di conseguenza
non ci si può subito rendere conto dell’eventuale portata negativa; in tal caso
bisognerebbe saper rinunciare.»
Dalla descrizione che mi ha fatto del suo elaborato, posso solo dire... speriamo che i professori che dovranno giudicare lo scritto di mio figlio siano poco cattolici, altrimenti è bocciato.
Oggi invece era tranquillo, con la prova di fisica: Einstein e Plank, cibo per i suoi denti, 9 pagine di svolgimento.
Io sono un po' meno tranquilla, perché entro dopodomani devo produrre l'analisi del testo e un commento di Farenheit 451 di Ray Bradbury. E' per l'orale di inglese. Ma io quest'esame non l'avevo già fatto??
7 commenti:
Stai studiando anche tu?
Praticamente sì. Il figliolo mi ha chiesto un aiuto, sottolineando il fatto che non me l'ha mai chiesto in passato...
Mio dio, identiche sensazioni e paure! Il mio ha fatto il tema storico sulla pianificazione dello sterminio e oggi ha fatto matematica, pare, bene. Speriamo...
Ma davvero, non non abbiamo già dato??
;)
glielo devi
Linda: i figli ci prosciugano le tasche, le energie, e se possibile sfruttano le nostre piccole competenze. Non me la sento di negargliele, infondo quando l'ho messo al mondo sapevo che mi avrebbe cambiato la vita!
Intorno: infondo sì, e per fortuna in questi giorni ho poco lavoro in ufficio!
I temi erano, a mio parere, all'apparenza fattibili, in realtà molto coplessi se svolti come si deve. ho sentito qualcuna delle solite interviste all'uscita dagli istituti e in pratica quasi tutti l'hanno messa giù molto semplice, col forte rischio di andare fuori tema.
I figli. Non ricordo più in quale film una delle protagoniste, già madre di due figli, dice all'amica in procinto di mettersi all'opera per averne uno: "Ricordati, fare un figlio è come farsi un tatuaggio sulla faccia: sarà per sempre e a volte peserà parecchio." In effetti non si è mai dato una volta per tutte, neanche quando vanno all'università, e neanche quando iniziano a lavorare. Penso sia una prerogativa tutta italiana.
In bocca al lupo per il tuo ragazzo.
Simo: "un tatuaggio sulla faccia"... sì, perfettamente calzante... Grazie!
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