mercoledì 28 marzo 2012

Figli che crescono

Un segnale inequivocabile: quest'anno i figli non vogliono venire in vacanza con noi. Qualsiasi fosse la destinazione, loro hanno detto no. Ed è anche giusto, sono grandi abbastanza per andarsene in vacanza con i loro amici. Però è uno di quei segnali che infondo ti toccano dentro, un pizzicotto che ti ricorda il tempo che passa.
Quindi faremo una vacanza da soli, io e mio marito, un po 'da pensionati. Il periodo e la durata sono obbligati, stiamo decidendo il luogo: Varsavia, Bordeaux o Stoccolma. Le ho messe in ordine di prezzo, dal più basso al più alto. Ora stavo guardando Stoccolma, e a parte che qualsiasi sito mi sembra un elenco di mobili Ikea, dell'Ikea hanno solo i nomi, non certo i prezzi. Ho individuato un albergo che mi piacerebbe, c'è la foto del proprietario e ho pensato: "Ma questi svedesi sono tutti uguali? Il tipo qui mi pare uno degli Abba".
Invece E' uno degli Abba!

mercoledì 21 marzo 2012

Troppa confidenza

Il mio figlio maggiore, che quest'anno farà l'esame di maturità, ieri sera chiacchierava con uno dei suoi professori su Facebook. Il figlio minore, invece, si scambiava sms con la prof. di italiano per una questione di compiti assegnati via email alla classe.
Non mi ci abituo. Lo so che questo pensiero mi fa sembrare un dinosauro, ma non mi sembra corretto che adesso ci sia tutta questa confidenza fra insegnanti e allievi. La mia impressione è che i professori perdano autorevolezza e prestigio. Non dico che si debba tornare ai tempi in cui i maestri bacchettavano le mani degli alunni indisciplinati, ma una via di mezzo mi sembrerebbe più consona ai ruoli.
O forse sono solo invidiosa... io che dopo anni ho ceduto e mi sono iscritta a Facebook su richiesta della mia amica di Brescia, che pensava così di mantenere un contatto più frequente con me - e che ancora non ho capito come funziona questo Facebook, e ieri sono stata taggata e mi sono domandata: E adesso, che devo fare se sono stata taggata? E anche Twitter, sì va bene, carino, ma che me ne faccio?
Niente, sono effettivamente un dinosauro. E preferisco il blog.

lunedì 19 marzo 2012

Quando ero giovane

Negli ultimi due giorni ho tentato in tutti i modi di sincronizzare il mio vecchio Palm Treo Pro ormai moribondo con il PC, per salvare una quantità di contatti memorizzati di recente (per lo più persone collegate ai vari lavori in casa) e una manciata di memo nell'agenda. E' evidente che avrei impiegato sì e no 10 minuti a copiare a mano queste poche informazioni, ma era una questione di principio, non volevo dargliela vinta. Invece niente, ha vinto lui, non si sincronizza, non fa più niente, se premi un tasto lui esegue il comando dopo 40-50 minuti. E tanto si impalla, è inutilizzabile ormai. Non sarebbe utile neanche un hard reset, perché tanto la batteria ormai mi durava mezza giornata appena. Che poi io di solito non sono tanto restìa e cambiare cellulare non mi dispiaceva. Adesso invece non mi va. Infondo ho sempre il Galaxy Tab e nessuna voglia di mettermi a studiare quale sarebbe l'acquisto migliore in questo momento. Per cui, adesso, nella mia tasca troviamo un magnifico Samsung E1080 - esiste anche sul sito ufficiale Samsung - costato 13 euro al supermercato, fra un etto di prosciutto e un litro di latte. Cosa fa? Telefona. Invia e riceve messaggi. Ha una rubrica da 1000 numeri. Pesa pochissimo è maneggevole, comodo, non parte da solo per sbaglio e la batteria dura un'eternità.
Qualche anno fa l'avrei ritenuto adatto solo a mia nonna. Mi sa che sto decisamente invecchiando.

lunedì 12 marzo 2012

Turista a casa mia

Fa strano andare a casa, quella di nostra proprietà, ed entrare come fossimo estranei, chiedendo "permesso", per essere accolti da due o tre personaggi a noi sconosciuti, ma uno è l'idraulico, un altro è l'elettricista, l'altro ancora è il titolare della ditta alla quale abbiamo affidato l'incarico di ristrutturare l'appartamento in 3 mesi. Mi imbarazzava quasi girare per le stanze, che comunque sono diventate estranee anche loro, senza pavimenti, senza porte, e poi non ci sono più due muri, ma ce n'è uno nuovo in un punto dove prima non c'era niente, e questo rende la casa ancora più misteriosa e aliena. Mi guardo intorno e mi sembra impossibile che io abbia dato il via a tutto questo cambiamento; mi guardo la punta dei piedi, fra un tubo dell'impianto di riscaldamento e un pezzo di corrugato, e mi domando come ho fatto a decidere tutto ciò, proprio io, l'indecisa cronica.

I lavori procedono velocemente, per fortuna, perché la casa provvisoria è tutto tranne che comoda. Troppo piccola per noi, troppo calda, troppo ingombrata di scatoloni che non so dove mettere. E come se non bastasse, pur trovandosi a meno di 300 metri dalla nostra vera casa, sembra essere in un altro mondo... non siamo abituati ad avere gente che ti suona alla porta ogni momento, anche all'ora di pranzo, per i motivi più vari, tra cui recuperare un pappagallo volato proprio sul nostro balcone (e mio marito che chiede se si tratta di un pappagallo animale o di un pappagallo oggetto). E i bambini che giocano di sotto, quel vociare da bella giornata di sole di cui avevo dimenticato l'esistenza... e le partite della domenica con i tifosi che urlano incitando la loro squadra e che si sbeffeggiano da una finestra all'altra? Sì, tutte cose che succedono nella casa provvisoria, e che io invece credevo ormai scomparse.

Ieri pomeriggio invece abbiamo fatto compagnia ad una nipote/cugina americana di mio marito venuta a Roma in gita scolastica. Così, dopo anni e anni, ho fatto la turista a Roma. Che esperienza! Ho scoperto che la metro è stata dotata di nuovi treni, che la ZTL di domenica non è attiva (o almeno lo spero, altrimenti mi arriveranno una quindicina di multe), che il Pantheon di domenica è chiuso, che il giornalista Paolo Mieli alla domenica va a farsi una passeggiata a Villa Borghese, che in centro - e quando dico centro intendo Piazza di Spagna-Via del Corso-Fontana di Trevi-Piazza Navona, c'è più casino di gente che a Times Square, e che comunque Roma è ancora meravigliosa, nonostante tutto.