giovedì 13 settembre 2012

Sì, viaggiare.

Nonostante tutto, ho prenotato un altro viaggio a Londra, per novembre. Allontanarmi mi aiuta a risolvere (o sopportare) i problemi di casa e ufficio.
E' spiegato anche in questo articolo:
Perché viaggiare ci rende più intelligenti.

martedì 11 settembre 2012

- 2 mesi

Fra 2 mesi la mia vita cambierà. No, sto esagerando. Le mie abitudini in ufficio dovranno cambiare, più che altro, ma in peggio. L'ennesimo cambiamento, e prevedo che sarà più difficile del solito, considerando anche che l'età mi fa sentire maggiormente le grosse variazioni.
Tra 2 mesi ci tolgono definitivamente il wifi. Dopo averci messo tutti in rete e in condivisione, adesso aboliscono l'ADSL di Fastweb e ci attaccano tutti al server della "casa madre" in Giappone. Quindi addio controllo della mia posta, addio ricerca e prenotazione viaggetti, addio blog.
Forse troverò come aggirare l'ostacolo - usare lo smartphone come router, se l'altra volta è rimasta solo un'ipotesi, ora potrebbe diventare l'unica possibilità. Ma sarà comunque tutto molto vago, provvisorio, veloce e clandestino.
Anche se non sono molto presente, e so che ero quasi una privilegiata a poter ancora fare un uso abbastanza libero di internet dall'ufficio, mi sento particolarmente depressa.

venerdì 17 agosto 2012

Ricevo e con piacere pubblico questo sms che mi è arrivato:
Ennada keerthy school velikkiddu viddijada Sappida pokiringa Sappidu ponga I love you da Umma thada Nan unnai kastappadutha erentha sorry Ne nallaval
Il traduttore automatico di Google mi suggerisce che la lingua potrebbe essere estone, qualche parola lèttone, ma non è in grado di fornirmi una traduzione, se non delle parole I love you e Sorry - grazie, fino lì ci arrivavo anche da sola.
Il prefisso telefonico da cui proviene questo sms è del Kuwait.
Quindi BOH. So di sicuro solo che non doveva essere diretto a me.

martedì 14 agosto 2012

La douce France

Deve essere relativamente da poco tempo che Bordeaux è entrata a far parte del circuito del turismo low-cost europeo. All'aeroporto di Bordeaux, Mérignac, c'è un "terminal" dedicato a Ryanair, Easyjet e Vueling, che non ha un numero, come di solito hanno i vari terminal nei grandi aeroporti, ha un nome, si chiama Billi, ed è una specie di capannone industriale, dove tutto è molto spartano. Ci sono alcuni banchi per il check-in, che in questo caso sono essenzialmente banchi per la consegna del bagaglio da stiva, dato che il check-in si fa online. Il bagaglio viene pesato, registrato, etichettato, poi te lo devi portare tu a mano fino ad un'altra postazione, per consegnarlo, aspettando il controllo ai raggi-x e l'ok definitivo. Non c'è il nastro trasportatore, in pratica. Non c'è un bel niente. Mentre sei in fila per i controlli di sicurezza, gli addetti ti consegnano dei buoni sconto per gli acquisti al negozio duty-free, che a quanto pare non gode di gran fortuna: si sa, i viaggiatori low-cost non sono buoni clienti. Dopo il duty-free si passa al gate, dove ogni bagaglio a mano viene controllato nell'apposito cestello. Tutti, uno per uno, non c'è scampo per i furbi. I bagagli che non entrano nel "sizer" saranno respinti e mandati in stiva a caro prezzo. Questo succede al ritorno. All'arrivo non ci si fa tanto caso, si pensa che ci siano lavori in corso, si abbandona velocemente il capannone industriale Billi per raggiungere l'ingresso principale del Mérignac, attraversando giardini che non sono coltivati con fiori colorati o piante ornamentali, no, sono vigne, giusto per rendersi conto subito si cosa ci aspetta.
Dall'aeroporto di Mérignac parte un autobus, linea 1, che va in centro, al costo di un biglietto tariffa urbana, 1,40 euro. L'autobus tra l'altro fa una fermata proprio di fianco all'albergo che ho scelto. Vaglielo a spiegare a quel simpatico signore bordolese che al ritorno mi chiedeva quanto costa un taxi dall'aeroporto di Ciampino al centro di Roma....
Comunque, che Bordeaux sia da poco entrata a far parte di questo circuito del turismo di massa lo si intuisce anche in città. In un certo senso. Negozi chiusi per ferie, scarsa conoscenza delle lingue straniere e delle abitudini dei turisti. Ma meglio così. Perché poi Bordeaux vale la visita, è una bella città, monumentale, il cui centro storico è stato definito patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 2007.
Vale la pena, fosse solo per vedere la famosa Piazza della Borsa:


che si riflette sullo "specchio d'acqua" antistante. La sera, questo insieme settecentesco si illumina e lo spettacolo non fa rimpiangere la grande Ville Lumière. Ma c'è tanto altro da vedere, cattedrali gotiche, la sede del municipio, la Porta medievale di Cailhou, il Ponte di Pietra. I negozi del centro, alcuni simpatici e interessanti, se escludiamo le solite grandi catene che si trovano ormai ovunque. Le Galéries Lafayette, forse meno sontuose di Harrod's a Londra e Macy's a New York, ma forse per questo più accessibili. I mille localini, bar e bistro, dove è piacevole sedersi e bere lo "sirop à l'eau", perché il caffè è meglio di no (!), mentre lo sciroppo da noi non si usa più, mi ricorda l'infanzia, e mi mette allegria, così colorato con le cannucce e le bandierine. Che poi, perché qui da noi gli sciroppi Fabbri non si vedono più in giro?
Ma a Bordeaux non c'è solo Bordeaux. C'è tanto da vedere tutt'intorno. Nella prossima puntata: le visite agli Châteaux e ai vigneti più famosi del mondo, la gita alla Duna del Pilat, e la gita a Cap-Ferret, dove il mare del bacino di Arcachon incontra l'Oceano Atlantico.

venerdì 27 luglio 2012

Meritato riposo estivo

Ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze estive. Dovrei portare a termine una serie di lavori, per lasciare in ordine, per non lasciare nulla in sospeso, ma ho la testa fra le nuvole oggi, faccio una gran fatica a concentrarmi (peggio del solito, quanto meno) , non mi va proprio di fare niente. La partenza è prevista per domenica mattina, la destinazione è Bordeaux, Francia. Pochi giorni, non le solite due settimane. Mini appartamento, non albergo. Ho voglia solo di riposarmi, fare qualche passeggiata, mangiare macarons e qualcuno di quei piatti che vedo sempre nei menu del mio capo, tipo "Le croustillant de saint Jacques aux petits légumes, sauce safranée" (!?!), e forse - contro tutti i miei princìpi - iscrivermi a qualche tour guidato per visitare i famosi vigneti della zona: "Visita della cantina, del castello e degustazione", in pullman, si paga un tot a persona tutto compreso, che mi sembra tanto come le gite di mia suocera, quelli che ti portano "da Padre Pio" e ti vendono padelle per tutto il tragitto, ma insomma, non lo so, sto invecchiando, e forse sono troppo stanca quest'anno per impegnarmi in ricerche, noleggio auto, eccetera. 
La stanchezza di due traslochi me la sento tutta nelle ossa. Torno a casa ogni sera, mi guardo intorno, i mille scatoloni da svuotare sono sempre lì - beh, non saranno più mille, saranno 500, ma sembrano sempre mille - mi viene da piangere, chiudo gli occhi, deglutisco e rimando a "dopo cena". Dopo cena devo riordinare la cucina, lustrare il lavello inox marca Foster che appena lo guardi si macchia, strofinare le maledettissime griglie in ghisa che ancora non ho capito come bisognerebbe pulirle, cercare, nel marasma totale, qualcosa da mettermi l'indomani, ed è già ora di andare a dormire. 
Ieri comunque ho aperto gli scatoloni con i servizi di piatti/regali-matrimonio e ho constatato con leggero piacere che da 2 servizi da 12 e uno da 6, mi rimangono 1 servizio da 10, un servizio da 8 e un servizio da 4.  Meno male, se non si fosse rotto niente non mi sarebbero entrati nella nuova credenza.
Buone vacanze e buon riposo!


mercoledì 25 luglio 2012

Addio italiano

Quando pensi di averle sentite proprio tutte, entri in banca e cogli casualmente una frase in una conversazione: Stiamo cercando una persona schillata.
Ci pensi un attimo... che significa? ... poi ti rendi conto che la parola incriminata è SKILLATA, dall'inglese skilled.
E ti cadono le braccia.

lunedì 23 luglio 2012

Le vacanze degli altri

Ho accettato, non so perché, di cercare un posto dove mandare in vacanza mio figlio grande con 3 amici. No, forse lo so il perché: sono iperprotettiva e ancora non mi sono abituata all'idea che il figlio grande sia "grande" (mai abbastanza, per la madre).
Nelle intenzioni di questi 4 sbarbatelli, si partiva in macchina (la mia, regalata al figlio grande per il 18° compleanno, ma sempre intestata a me), per arrivare a Otranto, percorrendo più di 650 chilometri, lui unico guidatore, patentato da 6 mesi, mai entrato in autostrada. Per poi andare a stare in un fantomatico appartamento in affitto al costo di 400 euro a settimana, trovato su un sito internet, senza neanche leggere i commenti di coloro che già avevano avuto il piacere di alloggiarvi: scarafaggi, topi, box doccia che viene giù appena tenti di aprire la porta, stoviglie insufficienti, materassi umidi, eccetera.
Così mi sono presa l'incarico, una specie di "mission impossible", di trovargli qualcosa di decente, alla minor spesa possibile. Gli amici sono del tipo:
all'estero no perché non sanno le lingue;
in aereo no perché hanno paura di volare;
città e cultura no perché non si divertono;
solo mare, ma non Marche, Romagna o Veneto, troppo banale.
Posto tranquillo, con mare bello, spiaggia libera, un sacco di donne, ma la sera gran movimento e gran divertimento.
Insomma, chi me l'ha fatto fare? Non esiste niente del genere. Con tutto quello che ho da fare, devo perdere tempo a cercare la vacanza ideale degli altri, io che sono lontana anni luce da quel tipo di vacanza? Come se non bastasse, vogliono stare fuori 2 settimane. Cioè, uno che vuole risparmiare, si accontenterebbe di una settimana... loro no, 15 giorni o niente.

Ah, bei tempi quando i figli venivano con noi.
E comunque ieri sera, prima di fare il check-in online per il nostro viaggio estivo, gliel'ho chiesto, se voleva ripensarci e venire con noi. Ha rifiutato sdegnato.
:-)