lunedì 23 luglio 2012

Le vacanze degli altri

Ho accettato, non so perché, di cercare un posto dove mandare in vacanza mio figlio grande con 3 amici. No, forse lo so il perché: sono iperprotettiva e ancora non mi sono abituata all'idea che il figlio grande sia "grande" (mai abbastanza, per la madre).
Nelle intenzioni di questi 4 sbarbatelli, si partiva in macchina (la mia, regalata al figlio grande per il 18° compleanno, ma sempre intestata a me), per arrivare a Otranto, percorrendo più di 650 chilometri, lui unico guidatore, patentato da 6 mesi, mai entrato in autostrada. Per poi andare a stare in un fantomatico appartamento in affitto al costo di 400 euro a settimana, trovato su un sito internet, senza neanche leggere i commenti di coloro che già avevano avuto il piacere di alloggiarvi: scarafaggi, topi, box doccia che viene giù appena tenti di aprire la porta, stoviglie insufficienti, materassi umidi, eccetera.
Così mi sono presa l'incarico, una specie di "mission impossible", di trovargli qualcosa di decente, alla minor spesa possibile. Gli amici sono del tipo:
all'estero no perché non sanno le lingue;
in aereo no perché hanno paura di volare;
città e cultura no perché non si divertono;
solo mare, ma non Marche, Romagna o Veneto, troppo banale.
Posto tranquillo, con mare bello, spiaggia libera, un sacco di donne, ma la sera gran movimento e gran divertimento.
Insomma, chi me l'ha fatto fare? Non esiste niente del genere. Con tutto quello che ho da fare, devo perdere tempo a cercare la vacanza ideale degli altri, io che sono lontana anni luce da quel tipo di vacanza? Come se non bastasse, vogliono stare fuori 2 settimane. Cioè, uno che vuole risparmiare, si accontenterebbe di una settimana... loro no, 15 giorni o niente.

Ah, bei tempi quando i figli venivano con noi.
E comunque ieri sera, prima di fare il check-in online per il nostro viaggio estivo, gliel'ho chiesto, se voleva ripensarci e venire con noi. Ha rifiutato sdegnato.
:-)

4 commenti:

pyperita ha detto...

Meglio una casa con topi da soli che una reggia con i genitori :)

Vitarosa ha detto...

Hai colto nel segno, a quanto pare è proprio così. E forse anche per noi era così ma l'ho dimenticato!

Anonimo ha detto...

ai miei tempi si andava in campeggio.
dopo aver compiuto 18 anni venni a Roma per visitare la cità con un amico e comprammo lì una canadese e poi partimmo per il Cilento.
correva il 1983!

Vitarosa ha detto...

Inotrno: anche ai miei tempi si andava in campeggio, infatti. Il problema è che adesso i campeggi costano quasi quanto gli alberghi :-|