Non ci accontentiamo di guardare. Spesso, guardando, la gioia è maggiore. Vedere un bosco illuminato dal sole dopo una notte di fitta nevicata. Ammirare un pianoro di neve vergine. Mille volte meglio che calpestarlo con al collo lo skipass.Mi ha riportato alla mente anche una sensazione che ho provato spesso, viaggiando, quando mi trovo davanti ad un panorama magnifico, ad un posto incantevole, o ad assistere ad una scena che ha qualcosa di speciale, e non mi va di rovinare quel momento prendendo in mano la macchina fotografica, aprendola, accendendola, sistemando l'inquadratura, lo zoom, l'esposizione... tutte quelle operazioni che alla fine ti fanno perdere il gusto dell'atmosfera. Come quando, al Parco Naturale Puez-Odle, in Alto Adige, sbucando dal sentiero, dopo la Forcella Ciampei, affacciandosi sull'altopiano, ho visto due camosci che brucavano l'erba, tranquilli, nella nebbia. Se mi fossi messa a trafficare con lo zaino per tirare fuori la macchina fotografica, o se mi fossi avvicinata troppo, sarebbero scappati via. A volte, preferisco guardare e basta.
giovedì 26 gennaio 2012
Meglio guardare
Non sono una sciatrice. Forse per questo mi è piaciuto molto l'articolo di Claudio Sabelli Fioretti che ho visto oggi su "Io Donna" allegato al Corriere della Sera del 14 gennaio scorso, che si conclude così:
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2 commenti:
Quello che dici è vero, però sciare dà forti emozioni. Io sono una pessima sciatrice, ma percorrere quelle piste bianche in mezzo ai boschi è bellissimo.
Pyperita: ne sono convinta, lo immagino. Ma quando ci sono 10.000 persone intorno a te, e i bambini con gli slittini, e gli imbranati e le motoslitte o come si chiamano....?
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